Mamma, Chef e Capo Partita dell’Hotel Sheraton: Mariana e il suo sogno avverato

Dalla Romania approda in Italia con il marito e scopre l’amore per la cucina italiana; inizialmente lavapiatti scala la vetta: miglior risotto innovativo al Chicco D’Oro e Capo Partita del Garde Manger del prestigioso Hotel Sheraton grazie al Corso per la Qualifica di Cuoco

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Mariana, raccontaci di te, quali sono le tue passioni…

Sono una mamma di due splendidi ragazzi, nata in Romania, dove ho studiato al liceo veterinario. Dopo i cinque anni di studio mi sono resa conto che quello non era il percorso scritto per me, non ero adatta a quel tipo di lavoro che infondo, non mi avrebbe resa felice. Subito dopo il liceo, quando ancora non sapevo cosa avrei fatto della mia vita, mi sono sposata con il mio fidanzato e ci siamo trasferiti in Italia, dove è nata la mia prima figlia. Per due anni non ho lavorato per occuparmi di lei con impegno, ma sapevo che qualcosa mi mancava, qualcosa dentro di me ribolliva, avevo bisogno di trovare un lavoro.

Da quando ci siamo trasferiti in Italia, l’unica cosa che chiedevo sempre a mio marito era di coccolarmi con una cena in ristorante. Prediligevo i ristoranti con la cucina tradizionale classica italiana, ero affascinata dalle ricette, dai profumi, dai sapori così diversi da quelli a cui ero abituata.Volevo sempre sperimentare qualcosa di nuovo, quando entravo in un ristorante nuovo e leggevo il menu, la mia ordinazione era sempre differente, dovevo provare tutto. Ricordo che il primo piatto che ho assaggiato è stato un semplice spaghetto al pomodoro e da lì, la mia passione per la cucina è esplosa, avevo trovato il mio percorso.

Perchè hai deciso di intraprendere il Corso per la Qualifica di Cuoco?

Avevo bisogno di trovare un lavoro, ma allo stesso tempo volevo crescere mia figlia al meglio, senza lasciarla nelle mani di un estraneo. Sono così riuscita a trovare lavoro, inizialmente come lavapiatti, in un ristorante vicino a dove abitavamo, per pranzo, mentre la bambina era al nido, e nei weekend. Ad ogni turno riuscivo a finire il mio lavoro sempre prima, per poi avere la possibilità di aiutare i colleghi con gli antipasti. Mi sono pian piano resa conto che impiattare, lavorare le materie prime, toccare le preparazioni, mi emozionava ogni giorno di più, talmente tanto, che la proprietaria del ristorante, accortasi della mia passione mi ha proposto di lasciare il ruolo di lavapiatti per diventare l’addetta agli antipasti e i primi. Ho lavorato per loro 6 anni, fino a quando non sono rimasta nuovamente incinta di mio figlio.

Dopo un anno dalla nascita di mio figlio e il trasferimento in provincia di Venezia, ho cercato un altro lavoro che si potesse conciliare con la crescita dei miei figli. Avevo bisogno di abbastanza tempo libero per poterli accompagnare nella loro vita e per seguire le faccende di tutti i giorni. Ho trovato così lavoro in un ristorante specializzato in pesce vicino a casa: di giorno seguivo i miei figli, li portavo a scuola, li aiutavo con i compiti e seguivo la casa, la sera e il weekend ero responsabile chef di un ristorante. Ogni volta che arrivavo in ristorante mi sentivo completa, felice di quello che creavo e non sentivo la fatica. Certo, la fatica fisica c’era, ma la soddisfazione che provavo non mi rendeva mai stanca mentalmente, ero sempre proattiva. Sono cresciuta tantissimo grazie a questa esperienza, nella quale mi sono ritrovata a dirigere da sola un team di collaboratori e gestire un menu alla carta. Potevo mettere tutta la mia creatività, scoprendo ed utilizzando prodotti a km0, valore per me molto importante.

Una volta che i miei figli erano abbastanza cresciuti, ho deciso che fosse tempo di impegnarmi full time nella cucina di un ristorante. Non avendo questa possibilità nel ristorante in cui ero, mi sono resa conto che mi mancava qualcosa, avevo necessità di imparare bene le basi della cucina, le tecniche, sperimentare nuove lavorazioni e ottenere una qualifica che mi potesse presentare in un certo modo alle aziende. Così ho preso il computer e ho cercato un corso, nel web ho trovato subito l’Accademia delle Professioni, ne ho studiato tutto il sito finché non mi sono convinta ad iscrivermi dapprima al corso breve Tecniche di Cucina, e poi al Corso per la Qualifica di Cuoco.

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Raccontaci del corso e dello stage

La prima persona che ho incontrato all’iscrizione del Corso per la Qualifica di Cuoco, che mi ha veramente aiutato a capire che quel determinato corso mi avrebbe cambiato la vita è stata Laura Sernagiotto. Una persona che con la sua umanità mi ha trasmesso l’idea che se ci credevo davvero e se ci mettevo passione sarei arrivata dove volevo, e così è stato.

Il Corso per la Qualifica di Cuoco è veramente completo, me ne sono resa conto solo all’inizio della frequentazione, quando ho visto quante materie si sarebbero affrontate e in modo approfondito. Non è stato di certo facile, dovevo gestire una famiglia, la crescita dei miei figli e allo stesso tempo dovevo frequentare il corso e studiare; ne è però valsa sicuramente la pena. Ho imparato davvero tanto, dall’abbinamento dei cibi con il vino, le tecniche di lavorazione, le norme d’igiene e di sicurezza, l’organizzazione di una cucina. Tutte cose che conoscevo e che avevo messo in pratica senza studiare, ma che ora potevo finalmente mettere in atto con coscienza.

Il mio ringraziamento va soprattutto a due figure che per me sono state fondamentali durante la frequentazione del corso, senza la quale oggi non sarei quello che sono. Due persone che hanno creduto e credono tutt’oggi in me e nelle mie capacità: Mario Pegoraro e lo Chef Samuele Beccaro. Due docenti che hanno trasmesso in maniera così profonda la passione per il loro lavoro e le loro conoscenze, che chiunque potrebbe appassionarsi alla cucina. Ad ogni lezione ero sempre più incantata dalle loro parole e dai loro movimenti, ero sempre in prima fila, non dovevo perdermi un concetto per nulla al mondo, cercavo a tutti i costi di assorbire tutte le loro conoscenze per poi metterle in pratica.

Per quanto riguarda lo stage, ho voluto mettere alla prova le mie capacità in qualcosa di diverso, nel Banqueting/Catering, qualcosa di diverso rispetto tutto quello che avevo fatto fino a quel momento. Ho così iniziato la mia avventura alla Barchessa Barbariga a Fiesso d’Artico. Ho poi continuato a lavorare nel Banqueting anche al Simposio di Loreggia. Quello che sentivo in quel momento era che avevo bisogno di crescere professionalmente e volevo imparare, volevo imparare sempre di più.

Un piccolo racconto di chi sei oggi

Da quando ho concluso il corso in Accademia ho avuto molte esperienze lavorative, fino ad avere l’opportunità di fare il colloquio per l’Hotel Sheraton, un albergo di grande prestigio, che stava cercando un cuoco. Dopo aver ottenuto il lavoro, mi sono ritrovata in un team di soli uomini che non credevano inizialmente alla mia forza, ma appena mi hanno vista indossare la casacca si sono resi conto della mia preparazione e della mia passione per questo mestiere. Mi sono rimboccata le maniche e dopo il primo anno mi hanno nominata Capo Partita del Garde-manger, quindi gestivo gli antipasti e i dessert. Con il passare degli anni ho voluto provare tutti i comparti, per avere una conoscenza a tutto tondo del mio lavoro.

Il lavoro allo Sheraton mi da’ grandi soddisfazioni, ma allo stesso tempo volevo fare qualcosa in più, avevo bisogno di altri stimoli, mi sono così tesserata alla Federazione Italiana Cuochi, e faccio parte dell’Associazione Cuochi Terme Euganee e Padova grazie alla quale ho potuto lavorare a cene di gala ed eventi importanti, tra cui, assieme alle Lady Chef abbiamo cucinato a Villa Barbieri per un picnic di beneficenza e abbiamo devoluto tutto il raccolto al reparto di Pediatria di Padova. Grazie a questo evento è iniziata la collaborazione con l’Associazione Pediatrica che consiste nella preparazione di biscotti con i bambini a lunedì alterni; un’iniziativa che mi da’ grandi soddisfazioni.

Lavorando con le Lady Chef, la Coordinatrice del team, Moira Lazzarin, mi ha notata per la mia organizzazione puntuale, la mia pulizia e le mie tecniche, mi ha così proposto di gareggiare al Concorso Chicco d’Oro all’Isola della Scala, con lei come commis (aiutante).
Inizialmente ero molto indecisa sul partecipare, non mi credevo all’altezza, non capivo perchè io. Ma se una professionista che ha vinto campionati e medaglie dice che sono in grado, perchè darle torto? Così mi sono buttata. Ho riprovato quel risotto cento volte, finché non ho trovato la formula che mi convinceva di più. La gara è stata un tripudio di terrore ed emozioni, quasi volevo scappare, ma con coraggio e le parole di Moira sono rimasta, fino ad essere premiata per il secondo posto, ma soprattutto come risotto più innovativo della 53^ edizione.

Senza la scuola non sarei mai arrivata dove sono ora. La vita è un continuo studio, un continuo aggiornamento e scoperta, le basi sono essenziali per poter crescere professionalmente. I professori che ho conosciuto hanno servito su un piatto d’argento tutte le loro conoscenze, bastava avere la curiosità di raccoglierle e farle proprie. Sono fiera della persona che sono diventata, in concomitanza con il mio studio della cucina, sono riuscita ad essere presente sempre nella vita dei miei figli, posso dire di essere cresciuta insieme a loro. Dopo una medaglia vinta al Concorso del Chicco d’Oro, mi dirigo verso la 5° edizione dei Campionati della Cucina Italiana a Rimini, nel 2020.

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